13/04/2010

Freelander

A mio modesto avviso Miljenko Jerkovic è uno dei più grandi giovani scrittori europei. I suoi libri sono un vero godimento, anche nella traduzione italiana grazie alla bravura di Liliana Avirovic. Bosniaco (ma vive a Zagabria), mette nei suoi scritti tutta l’anima e la storia della sua martoriata patria. La dimora del noce, uscito qualche anno fa, è un vero e proprio trattato sugli ultimi cent’anni di storia della Bosnia, appassionante, divertente, interessantissimo; uno dei più bei libri che abbia letto negli ultimi anni.

Quest’ultimo Freelander è certamente più modesto – come corposità e ambizioni – eppure l’animo bosniaco, così tormentato, intrappolato tra i due estremi del nazionalismo e dell’apertura al mondo, ne emerge con grande forza e suggestione. Il viaggio del professor Adum sulla vecchia volvo da Zagabria a Sarajevo è un nuovo omaggio - con occhio allo stesso tempo critico e innamorato – a quest’angolo remoto ai confini dell’Europa.

11/04/2010

Hanno tutti ragione

Chi l’avrebbe detto! Paolo Sorrentino, affermato ed apprezzato regista cinematografico e televisivo, è anche scrittore, e che scrittore! Devo confessare che il tanto osannato Il divo, film su Giulio Andreotti, non mi aveva preso, anzi mi aveva parecchio annoiato, anche se non gli si possono disconoscere grandi pregi.

E qualche perplessità mi ha destato anche il romanzo, questo Hanno tutti ragione, vita, avventure e amori di Tony Pagoda, cantante di successo ma da strapazzo, gran personaggio. La scrittura di Sorrentino è, almeno all’inizio, entusiasmante: vivacissima, divertente, scoppiettante, piena di idee, densa di trovate anche linguistiche. In ogni pagina una sorpresa, una rivelazione, una lezione di vita. Si, bellissimo, ma troppo! Alla fine uno resta un po’ stordito, non riesce a contenere tutto ciò che ha ingurgitato in queste più di trecento pagine, io almeno mi sono sentito così. Come svuotato, divertito, certo, ma con una spiacevole sensazione di promessa non mantenuta. Un libro così pieno zeppo di cose che alla fine non ti resta niente (o quasi).

Detto questo, è un libro da leggere assolutamente. Nonostante tutto quello che ho scritto finora, sono contento di averlo letto. E lo consiglio a tutti.

03/04/2010

Il fasciocomunista

Un romanzo semiautobiografico a tratti avvincente, scritto con uno stile asciutto, quasi scarno, ma efficace. Descrive un pezzo di storia recente italiana da un punto di vista per me nuovo, quello di un picchiatore fascista dell'Italia centrale. Molto interessante, quindi, soprattutto questa parte, meno quella dopo la "conversione" avvenuta più per caso che per vera convinzione. Comunque un libro da leggere.

Tempo addietro avevo visto il film, che non era male (a parte che non sopporto Scamarcio, troppo bello e riccioluto per essere vero).